
Artista Visivo
Pittore e Scultore
La ricerca artistica di Michele Martinelli esplora il dialogo profondo tra colore, materia, forme e tridimensionalità. Unendo pittura e scultura nella tecnica della pittoscultura, le sue opere invitano l’osservatore a superare la superficie visiva del quadro per vivere un’esperienza tattile e spaziale unica
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Percorso artistico
Questa sezione racconta le tappe fondamentali e le esposizioni più significative del mio lavoro.

La Ricerca Artistica e Materica
Michele Martinelli, perugino, profondamente legato alla propria città, trae proprio dal territorio natale le prime suggestioni che alimentano la sua ricerca artistica. Fin dall’infanzia manifesta una spiccata inclinazione per l’arte, passione che lo conduce a frequentare la scuola media annessa all’Istituto d’Arte Bernardino di Betto, dove muove i primi passi nel mondo della creatività e della sperimentazione visiva.
Il percorso dell’adolescenza lo porta a esplorare strade differenti, senza tuttavia spegnere quella vocazione artistica che continua a maturare nel tempo. Seguendo le orme paterne, Martinelli si avvicina al restauro, un mestiere nobile che gli consente di approfondire la conoscenza della materia, delle tecniche e della memoria custodita nelle opere d’arte. Eppure, a un certo punto, questa esperienza non è più sufficiente a contenere l’urgenza espressiva che anima il suo mondo interiore. Nasce così l’esigenza di intraprendere nuove direzioni, recuperando al contempo intuizioni e sensibilità rimaste a lungo in attesa di manifestarsi.
Il pennello torna allora protagonista, dando forma a schizzi e segni sulla tela. Quelli che inizialmente appaiono come semplici gesti spontanei si trasformano progressivamente in un linguaggio più articolato, fino a sfociare nello sviluppo di una tecnica originale, brevettata dall’artista. È in questa fase che la pittura diventa per Martinelli molto più di una pratica esecutiva: si configura come uno strumento di indagine, un mezzo attraverso il quale tradurre pensieri, emozioni e percezioni in una forma visibile e concreta.
Nella sua ricerca, il pennello sembra assumere il ruolo di un’estensione del pensiero, mentre la tavolozza di legno si trasforma in uno spazio privilegiato di elaborazione e rivelazione. La realtà circostante, con la sua inesauribile varietà di forme, esperienze e suggestioni, costituisce il principale serbatoio d’ispirazione. L’opera nasce così dall’incontro tra sensibilità individuale e mondo esterno, in un processo creativo nel quale l’esperienza personale si apre a una dimensione più ampia e universale.
Questa tensione verso il dialogo e la condivisione trova una significativa espressione nel progetto Mosaico di Pace, fondato da Martinelli nel 2013. Si tratta di un movimento di artisti che riconosce nell’arte un linguaggio universale, capace di superare confini geografici, culturali e religiosi, promuovendo i valori della pace, dell’incontro e della partecipazione.
Mosaico di Pace si configura come uno spazio di confronto tra popoli, culture, religioni e identità differenti, nel quale donne e uomini provenienti da ogni parte del mondo contribuiscono, attraverso le proprie esperienze e sensibilità, alla costruzione di un’opera ideale collettiva. Ogni incontro genera un nuovo equilibrio, ogni differenza diventa una possibilità di arricchimento, ogni contributo aggiunge una tessera a una composizione in continua evoluzione.
Il mosaico diventa così una metafora della stessa visione artistica di Michele Martinelli: un insieme di individualità che, pur conservando la propria unicità, trovano nella relazione con l’altro la possibilità di costruire un significato condiviso. La sua ricerca, dal gesto pittorico alla dimensione collettiva del progetto, si sviluppa dunque lungo un filo conduttore preciso: l’arte intesa non soltanto come espressione personale, ma come luogo d’incontro, strumento di dialogo e possibilità concreta di immaginare un mondo fondato sulla pace e sulla condivisione.


